Le Guerre appaiono inevitabili: lo appaiono sempre quando per anni non si fa nulla per evitarle.
sabato 4 gennaio 2014
venerdì 3 gennaio 2014
DALLA BILANCIA DI CICERONE AL SALUMIERE STATISTA
“La salute del popolo sia la più grande delle leggi”;
“Bisogna essere servi delle circostanze”;
“Finché c'è vita, c'è speranza”.
Ne potrei citare ancora molte di frasi di Cicerone.
Oggi, nel 106 a.c. nasceva il più famoso avvocato, politico, scrittore, letterato, filosofo ed oratore romano, per non dire anche italiano contemporaneo. A lui si deve, per esempio di quanto sia stato valido oratore, l’invenzione della parola “probabile” come conosciuta ai giorni nostri; grazie alla sua tecnica di memorizzazione abbiamo espressioni come:”in primo luogo; in secondo luogo” etc…
Capire il pensiero di Cicerone non è facile; accettarlo ancora di meno: è stato il più grande oratore romano anche perché il più aggressivo, criticato e discusso, sia tra i contemporanei che nel medioevo.
Oggi, per fare un paragone impossibile, sarebbe un conservatore di ferro: innamorato della Repubblica e della forma Repubblicana la difese fino alla fine dei suoi giorni, contrastando la creazione di imperi e monarchie varie.
Non era un santo, lo preciso subito: sostenitore dell’importanza della “Casta” ovvero di un’oligarchia di “probi viri “ selezionati per cultura e non per nascita. Forte del fatto di non essere stato lui stesso nato nobile si oppose da sempre all’oligarchia ereditaria. Si può dire che abbia inventato i “curricula” sotto un certo aspetto, tutto finalizzato alla “concordia ordinum”.
Io credo, considerando che erano altri secoli, che Cicerone si rendesse conto che la gente di Roma era all’80% di estrazione contadina ed al 10% patrizia, quindi forse colta, ma anche senza particolari meriti.
Oggi sicuramente non la penserebbe così, visto l’altissimo numero di laureati che camminano per le strade, ma la Repubblica di cui era tanto innamorato non la troverebbe più.
Pochi se lo ricordano ma la fine della Repubblica Romana messa in crisi proprio nel periodo di Cicerone e terminata con Augusto, crollò proprio per l’esaltazione di figure carismatiche, accentratrici ed individualiste come quelle di Cesare e Pompeo contro cui Cicerone spesso si scagliò. Questi ultimi, comunque legati alla cultura Repubblicana non la distrussero formalmente ma nella pratica la struttura sociale era ormai irrimediabilmente corrotta.
Oggi Cicerone dormirebbe sonni tranquilli: oggi abbiamo gli “Statisti”. Cioè persone che grazie al loro carisma incarnano e si occupano della disciplina politica della Nazione.
Riporto dal De Repubblica:
“La libertà, che non consiste nell'avere un padrone giusto, ma nel non averne alcuno.”
” Nei dissensi civili, quando i buoni valgono più dei molti, i cittadini si devono pesare, non contare.”
giovedì 2 gennaio 2014
DAL SATYRICON AL POPULISMO: STORIE DELL’ALTRO MONDO.
Oggi è il 2 gennaio: 94 anni fa nasceva Isaac Asimov; 72 anni fa in America c’era il "Duquesne Spy Ring", il più grande caso di spionaggio americano di sempre dove dei nazisti furono condannati complessivamente a tre secoli di reclusione.
Il mio pensiero però va ad approfondire una parola: Satira.
Termine nato nell’antica Roma grazie a Petronio ed alla sua opera dedicata a racconti ironici, surreali e piccanti con sfondo politico e sessuale, lo scrittore preferito da Nerone scriveva così:” Fu la paura che per prima creò gli dèi nel mondo” “Che cosa possono farci le leggi, dove il denaro è sovrano, | dove la povertà non può trionfarci mai? | I Cinici, persino, che vivono con il sacco in spalla, | tante volte, per i soldi, ci vendono il vero. | La giustizia è una merce, tutta esposta lì in piazza, | e il cavaliere che giudica dà la ragione a chi compera” (Petronio, Satyricon, traduzione di Sanguinetti).
Partendo da questa riflessione abbastanza attuale, leggo dalle principali testate italiane e dal Wall Street Journal che la novità del giorno è l’acquisizione dell 100% di Chrysler da parte della Fiat.
La notizia quindi ha avuto un eco europeo molto forte, ma allo stesso tempo un basso appeal in America: Né il NY Times né il Washinghton Post dedicano un rigo all’alfiere di Obama delle ultime elezioni.
Marchionne credo non sia molto amato in America: un po’ perché Canadese di adozione, un po’ perché non americano ma di successo in America; credo inoltre sia tra gli uomini più odiati d’Italia per la rinuncia a “Fabbrica Italia”; le polemiche con la FIOM; l’assenza di nuovi prodotti; gli endorsement politici sempre fallimentari etc…
In Italia nel 2010 dopo il famoso accordo diceva dalle pagine di Repubblica:” "Questo è il momento di accettare il cambiamento come la possibilità per creare una base di ripartenza sana, come un'occasione per iniziare a costruire insieme il Paese che vogliamo lasciare in eredità alle prossime generazioni; Le logiche economiche e finanziarie - ha proseguito l'A.D. della Fiat - ci spingerebbero verso altre scelte e verso altri paesi che offrono condizioni più vantaggiose e maggiori certezze, ma credo che la Fiat abbia il dovere di guardare prima di tutto all'Italia, per quello che ha sempre rappresentato e per quello che significa ancora oggi per il Paese”;
Com’è andata a finire si sa.
Nel febbraio 2012, al SUperBowl Americano, Marchionne diceva così:” "it was a message about the kind of company we are building; it pay an homage to our culture and our roots; the imported from Detroit philosophy has resonated even beyond those who were born and raised in Detroit; it’s not about a product; it’s about a mission. It’s not about a building cars and trucks but about the spirit that motivates our embrace of this mission.”
Bene, a me per commento mi viene in mente una frase satirica presa da “Il Populista” che qui riporto: “ Marchionne: Non lascio l' Italia”. Ma in molti giurano che frequenta un'americana.”
mercoledì 1 gennaio 2014
L'IMPORTANTE NON E' VINCERE MA ESSERE RICORDATO COME VINCITORE
Primo gennaio 2014! Auguri a tutti!!!
Con la speranza di un buon anno a tutti voglio citare due personaggi storici nati oggi, il primo gennaio.
Il primo è Pierre de Coubertin, nato il primo gennaio 1863: sostenitore dell'importanza dello sport, a lui si deve l'aver rimesso in piedi le Olimpiadi di Atene nel 20° secolo. La sua frase più famosa è: «L'importante non è vincere ma partecipare. La cosa essenziale non è la vittoria ma la certezza di essersi battuti bene.»
Da qui il termine "Decoubertiniano": se vinco bene, se no va bene lo stesso.
Il secondo è Lorenzo de Medici.
Nato anche lui il primo gennaio, molto popolare ancora oggi Lorenzo è il simbolo del Rinascimento: banchiere, politico, scrittore e mecenate italiano comprendeva in sè il potere politico ed economico dell'epoca, ago della bilancia tra le potenze dell'epoca.
Ma c'è qualcosa che manca... Alzi la mano chi sa chi era Giuliano de Medici.
Giuliano era il fratello più grande di Lorenzo: interessato più all'arte che alla politica aveva vinto diversi premi letterari ed artistici; le sue donne erano tra le più belle e note dell'epoca e persino Machiavelli è a lui che si rivolge quando scrive le lettere dalla prigione e gli dedicò "Il Principe"
E perchè non se lo ricorda nessuno?
Prima di tutto per sfortuna: la "Congiura dei Pazzi" era finalizzata ad uccidere principalmente lui: fu rimandata due volte perchè Giuliano non c'era mentre il fratello Lorenzo era aggredibile, e mentre Giuliano fu ucciso, Lorenzo ne risultò praticamente illeso.
Come ho detto prima inoltre, Giuliano de Medici era lui stesso artista, di rapporti stretti con artisti dell'epoca ed altri poeti non ve n'è traccia, escluso lo stesso Machiavelli che tra l'altro non aiutò mai.
Lorenzo invece era molto più furbo del fratello.
Chi sa perchè Lorenzo era detto "Il Maginifico?" La risposta è perchè alla morte del fratello Lorenzo divenne "Gonfaliere di Giustizia", cioè protettore della città, titolo che attribuiva l'onoreficenza di "Maginifco Messere!" Da qui Lorenzo il Magnifico.
Mecenate e scrittore si circondava di artisti, era influenzato dal Pulci, Poliziano e Pico della Mirandola e grazie a loro scrisse le sue opere; non esitò ad ingaggiare Botticelli e Verrocchio e loro resero immortale lui e Firenze facendolo amare ancora oggi.
Io ho sempre pensato che fosse un po' il "Padre del Marketing" e probabilmente è stato così.
Secondo me c'è bisogno di un buon esperto di Marketing per l'anno che verrà, e questo è il mio augurio: buon 2014!
Con la speranza di un buon anno a tutti voglio citare due personaggi storici nati oggi, il primo gennaio.
Il primo è Pierre de Coubertin, nato il primo gennaio 1863: sostenitore dell'importanza dello sport, a lui si deve l'aver rimesso in piedi le Olimpiadi di Atene nel 20° secolo. La sua frase più famosa è: «L'importante non è vincere ma partecipare. La cosa essenziale non è la vittoria ma la certezza di essersi battuti bene.»
Da qui il termine "Decoubertiniano": se vinco bene, se no va bene lo stesso.
Il secondo è Lorenzo de Medici.
Nato anche lui il primo gennaio, molto popolare ancora oggi Lorenzo è il simbolo del Rinascimento: banchiere, politico, scrittore e mecenate italiano comprendeva in sè il potere politico ed economico dell'epoca, ago della bilancia tra le potenze dell'epoca.
Ma c'è qualcosa che manca... Alzi la mano chi sa chi era Giuliano de Medici.
Giuliano era il fratello più grande di Lorenzo: interessato più all'arte che alla politica aveva vinto diversi premi letterari ed artistici; le sue donne erano tra le più belle e note dell'epoca e persino Machiavelli è a lui che si rivolge quando scrive le lettere dalla prigione e gli dedicò "Il Principe"
E perchè non se lo ricorda nessuno?
Prima di tutto per sfortuna: la "Congiura dei Pazzi" era finalizzata ad uccidere principalmente lui: fu rimandata due volte perchè Giuliano non c'era mentre il fratello Lorenzo era aggredibile, e mentre Giuliano fu ucciso, Lorenzo ne risultò praticamente illeso.
Come ho detto prima inoltre, Giuliano de Medici era lui stesso artista, di rapporti stretti con artisti dell'epoca ed altri poeti non ve n'è traccia, escluso lo stesso Machiavelli che tra l'altro non aiutò mai.
Lorenzo invece era molto più furbo del fratello.
Chi sa perchè Lorenzo era detto "Il Maginifico?" La risposta è perchè alla morte del fratello Lorenzo divenne "Gonfaliere di Giustizia", cioè protettore della città, titolo che attribuiva l'onoreficenza di "Maginifco Messere!" Da qui Lorenzo il Magnifico.
Mecenate e scrittore si circondava di artisti, era influenzato dal Pulci, Poliziano e Pico della Mirandola e grazie a loro scrisse le sue opere; non esitò ad ingaggiare Botticelli e Verrocchio e loro resero immortale lui e Firenze facendolo amare ancora oggi.
Io ho sempre pensato che fosse un po' il "Padre del Marketing" e probabilmente è stato così.
Secondo me c'è bisogno di un buon esperto di Marketing per l'anno che verrà, e questo è il mio augurio: buon 2014!
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